martedì 2 ottobre 2012

ATTACCHI DI PANICO: ALCUNI CONSIGLI!


ATTACCHI DI PANICO: ALCUNI CONSIGLI!

Quanti di voi soffrono o hanno mai avuto un attacco di panico? Magari non tutti hanno vissuto questa esperienza, ma sono sicura che tutti, almeno una volta, ne hanno sentito parlare.
In questo articolo cercherò di spiegare cos’è un attacco di panico, ma soprattutto fornirò alcune indicazioni utili per gestire al meglio l’ansia!

Il DSM-IV-TR (Manuale Diagnostico e Statistico dei Disturbi Mentali) definisce l’attacco di panico come un periodo preciso di paura o disagio intensi, durante il quale 4 (o più) dei seguenti sintomi si sono sviluppati improvvisamente e hanno raggiunto il picco nel giro di 10 minuti:  palpitazioni, cardiopalmo o tachicardia, sudorazione, tremori fini o grandi scosse, dispnea o sensazione di soffocamento, sensazione di asfissia, dolore o fastidio al petto, nausea o disturbi addominali, sensazioni di sbandamento, di instabilità, di testa leggera o di svenimento, derealizzazione (sensazione di irrealtà) o depersonalizzazione (sensazione di essere distaccati da se stessi), paura di perdere il controllo o di impazzire, paura di morire, parestesie (sensazioni di torpore o di formicolio), brividi o vampate di calore.
Coloro che hanno avuto un attacco di panico lo descrivono come un'esperienza tremenda e angosciosa, nel corso della quale hanno temuto di impazzire, di morire, di perdere il controllo.
Solitamente, l'attacco di panico arriva improvvisamente e in modo inaspettato, dura all'incirca 10 minuti (seppure in quel momento la percezione del tempo è molto dilatata), poi scompare gradualmente.
La persona non riesce a vedere nessuna connessione con la situazione che sta vivendo e la manifestazione dell'attacco di panico: generalmente, questo è il motivo per cui si è così spaventati.
La persona vive con la preoccupazione persistente di avere altri attacchi, presenta un'elevata angoscia circa le implicazioni dell’attacco o delle sue conseguenze (perdere il controllo, avere un attacco cardiaco, impazzire) sino a modificare in maniera significativa il proprio comportamento e/o le proprie abitudini di vita. Una prima conseguenza degli attacchi di panico può essere quella dell'evitamento di tutte le situazioni che il soggetto teme possano causargli l'attacco.
Gli attacchi di panico accadono solitamente  in momenti particolari della  vita, momenti che  si potrebbero definire “di passaggio”: 
-fra  la fine  dell’adolescenza e  l’inizio dell’età  adulta (quando si è alla ricerca di un ruolo, di una propria identità); 
-a metà della vita adulta (quando le persone iniziano a fare i primi bilanci fra aspettative e risultati  ottenuti). 

Ecco alcuni CONSIGLI che mi sento di darvi e che, penso e spero, possano esservi utili:

1)   Informarsi: è importante sapere cosa si sta vivendo, conoscere il problema. Per farlo ci possono essere due modalità. La prima è leggere libri (seri ed affidabili) che trattano l’argomento. La seconda modalità è rivolgersi allo psicologo che può fornire tutte le indicazioni utili per comprendere al meglio cosa sia un attacco di panico e ottenere direttive pratiche su cosa fare in certi momenti. Non affidatevi alle “voci di corridoio” .
2)   Fare sport:  Lo sport aiuta a sfogarsi ad allentare stress e tensioni. L’esercizio fisico (la piscina, la palestra o anche solo una semplice passeggiata) permette di liberare la mente e recuperare la calma. Tuttavia, non bisogna  mai ignorare le nostre emozioni!
3)   Uscire dalla routine, coltivare amicizie e rilassarsi:  distaccarsi dalla solita consuetudine può aiutare  a  "prendere  fiato". Modificare alcune abitudini individuando, ad esempio, dei nuovi hobbies e relazionarsi a persone che condividono i nostri interessi può aiutare ad allontanarsi dal problema.  Stringere importanti relazioni amicali può fornire la possibilità di sfogare le tensioni. Inoltre, occupare il tempo in attività piacevoli, con persone che ci fanno sentire bene, permette di distrarci, allontanando l’eccessiva preoccupazione su noi stessi. Trova il tempo per rilassarti e concedi al tuo corpo momenti di totale relax (esistono ad esempio tecniche di rilassamento che possono rivelarsi davvero molto utili).
4)  Affronta le tue paure:  più vengono evitate le situazioni temute, più loro acquistano potenza. Anche se nel breve periodo, sfuggire le situazioni e i contesti che fanno paura può dare l’illusione di risolvere il problema, nel lungo periodo ci si accorge che questa soluzione non funziona, anzi peggiora solo le cose.  È importante “prendere di petto” le paure. Perciò, non evitate la paura, ma affrontatela faccia a faccia con coraggio. Solo in questo modo la paura potrà essere eliminata.
5)   Trovare un terapeuta dentro se stessi: Imparare a fare affidamento e appoggiarsi su se stessi, facendosi forza autonomamente, è sicuramente un bene: migliora l’autostima e la considerazione di sé. Generalmente i soggetti che soffrono di attacchi di panico tendono a diventare dipendenti da altre persone, diminuendo progressivamente la propria autonomia. Chiedere costantemente aiuto ad altri mantiene ed aggrava i sintomi ansiosi perché aumenta il senso di incapacità. E’ importante rendersi conto che dentro di noi c’è la forza necessaria per affrontare le paure “in solitaria”. Ognuno di noi ha dentro di se un terapeuta personale capace di placare ansie e paure. È importante però sottolineare che non è buona cosa diventare eroici: “da soli a tutti i costi” è un motto che non paga.
6)   Non perdere tempo, lo psicologo c’è per aiutarti a stare meglio:  l’attendere  semplicemente che tutto passi spesso porta a un’attesa inutile. Se nonostante gli sforzi di auto-aiuto ci si rende conto che non si hanno miglioramenti e il disturbo persiste, diventa fondamentale chiedere aiuto allo psicologo. Infatti, gli attacchi di panico, se non vengono debitamente curati, tendono a cronicizzarsi e aggravarsi.


Dott.ssa Elena Salvetti
(Psicologa Clinica - formata in Neuropsicologia)
334.1604200
salvettielena@libero.it
salvettielena84@gmail.com



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