mercoledì 3 ottobre 2012

ICTUS CEREBRALE

ICTUS CEREBRALE

Quando si parla di ischemia ed emorragia cerebrale spesso alcune persone credono di parlare di due problematiche differenti. In realtà questo è vero solo per metà, o meglio derivano da cause differenti, ma in entrambi i casi si sta parlando di Ictus.

L’Ictus (o Stroke) è una lesione cerebrovascolare causata dall’interruzione del flusso sanguigno al cervello dovuta a ostruzione o rottura di un’arteria. Quando un’arteria cerebrale si ostruisce o si rompe, i neuroni vengono privati di ossigeno e dei nutrimenti fondamentali per la loro sopravvivenza, in questo modo iniziano a morire.  Infatti i neuroni dipendono da un costante apporto di sangue. Se l’encefalo viene privato di tale apporto si ha una perdita di coscienza e un danno permanente in pochi minuti.

Le cellule cerebrali distrutte dal danno iniziale innescano una sorta di domino che demolisce altre cellule, anche in una vasta area limitrofa alla lesione. Le cellule cerebrali non si rigenerano perciò il danno causato dall’Ictus è permanente.

A seconda dall’area cerebrale colpita, l’Ictus può avere come esiti la paralisi e la perdita di alcune funzioni (parola, visione o memoria). Inoltre, l’ictus può portare anche a coma o morte.

Allo stesso modo di un attacco cardiaco, lo Stroke può sopraggiungere improvvisamente (anche se generalmente questo avviene dopo molti anni di problemi circolatori).

L’ictus è di durata superiore alle 24 ore, al di sotto delle 24 ore si parla di TIA (attacco ischemico transitorio). Il TIA è un fattore prognostico sfavorevole, dal momento che circa il 10% dei casi che sviluppano TIA, andranno incontro a uno Stroke completo. Il TIA può comunque essere in qualche modo “utile”, nel senso che permette l’individuazione di problematiche specifiche e la prevenzione dell’Ictus.

In Italia, l’Ictus è la terza causa di morte dopo le malattie cardiovascolari e le neoplasie, la seconda causa di demenza e la prima di invalidità.

Tra i fattori di rischio più documentati si possono ricordare: Ipertensione Arteriosa, alcune cardiopatie, Diabete Mellito, fumo di sigaretta ed eccessivo consumo di alcol.

Le conseguenze dell’Ictus sono: Emiparesi (deficit motori in una metà del corpo), Emianestesia (perdita di sensibilità in una metà del corpo), Emianopsia (visione compromessa in una sola metà del campo visivo), Afasia (disturbi linguistici di comprensione e/o produzione), Neglet (mancanza di consapevolezza o di attenzione per un lato del corpo o per gli eventi che si verificano da un lato del corpo – solitamente a sinistra), Diplopia (visione doppia) e Disfagia (difficoltà di deglutizione).

Come detto in precedenza, due sono le principali tipologie di Stroke: ischemico ed emorragico.
L’Ictus ischemico (o trombotico o trombosi cerebrale) ha origine quando, all’interno di un’arteria cerebrale si forma un coagulo di sangue (il "trombo") che restringe il vaso sanguigno. Questo processo può interrompere totalmente la fornitura nutritiva nell’area cerebrale irrorata dall’arteria che si è ostruita.
L’Ictus emorragico intraparenchimale (o emorragia intracerebrale) è la tipologia di Stroke che si verifica meno spesso, ma è la più grave e potenzialmente fatale perché si genera quando un’arteria cerebrale si rompe. Infatti questo tipo di Ictus si ha quando un vaso intracranico si rompe e il sangue si espande nell’encefalo uccidendo i neuroni (il sangue infatti è neurotossico).

Nell'immagine è possibile vedere cosa succede all'interno dell'encefalo quando si ha un Ictus emorragico o ischemico. Nel primo caso si verifica la fuoriuscita di sangue che si espande nell'encefalo in seguito alla rottura di un'arteria. Nel secondo caso, invece, l'arteria si è ostruita e questo impedisce il rifornimento nutritivo necessario nell'area cerebrale adiacente alla lesione. 

Il PROFILO NEUROPSICOLOGICO di un paziente colpito da Stroke risulta essere molto variegato. Questo si verifica perché il tipo di disturbo cognitivo è direttamente connesso al tipo di Ictus, alla sede e all’estensione della lesione, nonché al genere di intervento che viene fatto sul paziente nei momenti immediatamente successivi alla comparsa dello Stroke.
I disturbi maggiormente frequenti sono quelli linguistici (nel caso di lesioni emisferiche sinistre) e visuo-spaziali (nel caso di lesioni emisferiche destre).
Possono verificarsi anche, ad esempio:
-nel caso di lesioni emisferiche sinistre: alterazioni della memoria verbale, alterazioni del gesto, depressione, aprassia costruttiva;
-nel caso di lesioni emisferiche destre: alterazioni della memoria visuo-spaziale, negligenza emispaziale o emicorporale, anosognosia (incapacità di riconoscere lo stato di malattia), disforia o euforia, aprassia costruttiva. 

La valutazione neuropsicologia nel post-Ictus risulta molto importante per:
-ottenere un adeguato inquadramento delle funzioni cognitive così da identificare la presenza di sindromi o deficit focali (sindrome frontale, afasia, neglect, disturbi di memoria, disturbi di attenzione, etc);
-individuare fattori determinanti un rischio di evoluzione verso un deterioramento cognitivo su base vascolare;
-impostare, se necessario, specifici programmi di riabilitazione neuropsicologica (l’ictus danneggia il cervello e le sue funzioni, non i muscoli) e di supporto psicologico.


Per ultimo, vorrei consigliarvi una lettura interessante relativa all'argomento: “La scoperta del giardino della mente: cosa ho imparato dal mio Ictus cerebrale” della DOTT.SSA JILL BOLTE TAYLOR, edito da Mondadori.
La Dottoressa Taylor è una neuroanatomista americana.  Inaspettatamente, un Ictus emorragico esplode nel suo emisfero sinistro.
Come probabilmente sapete, l’emisfero sinistro è quello deputato alla razionalità, all’analisi, al linguaggio ( e altro…), mentre l’emisfero destro è quello della fantasia, delle relazioni, della “visione d’insieme (e altro…). Mentre il sangue si espande nel suo emisfero sinistro, la Dott.ssa Taylor riesce a riconoscere in maniera chiara e vivida tutti i segnali che indicano l’arresto delle diverse funzioni cognitive.

Molto interessante anche il filmato:




Dott.ssa Elena Salvetti
(Psicologa Clinica – formata in Neuropsicologia)
334.1604200



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